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LA STORIA


Originariamente San Nicola era casale di Scalea, come dimostra il retaggio filologico ancora permanente nella denominazione dei suoi abitanti, definiti del ‘Casalicchio’.

L’antica denominazione del borgo originario era in realtà San Nicola dei Bulgari. Solo nel 1912 assunse l’attuale nome di San Nicola Arcella; sembra che quest’ultimo derivi dalla terra sulla quale, oggi, è strutturato il centro abitato, e cioè una rocca ( in latino arx ) dove si rifugiarono i superstiti di Lavinium, antica città romana, sorta alla foce del fiume Lao, dopo la distruzione della città "LAOS" che fu assalita dai barbari del nord. 

In base a quanto riportato dai cronisti medievali, Roberto il Guiscardo, fratello di Ruggero I, mostrò per la prima volta ai calabresi la sua indole malvagia e i suoi obiettivi politici proprio nell’area di Scalea, di cui, come si è precedentemente affermato, San Nicola era casale.

Secondo gli storici medievali, in quest’area, il Guiscardo catturò un gruppo di commercianti amalfitani per derubarli ed ebbe la meglio sulle milizie locali, che erano stanziate in un castrum di età longobarda, e vi insediò i suoi seguaci.



Il Guiscardo e i suoi uomini considerarono da subito l’importanza strategica di tutta la zona e principalmente di Scalea, dove fabbricarono un maniero che, agli occhi del geografo arabo Al-Idrisi, apparve “bello e ragguardevole” e che nel 1190, durante la guerra del Vespro, venne visitato da Riccardo I Cuor di Leone. Gli Aragonesi mantennero il controllo della zona fino alla vittoria di Carlo I D’Angiò, quando Scalea fu assoggettata alla Contea di Lauria.

San Nicola nel 1442 divenne feudo dei Sanseverino, mentre nel 1501 passò ai Caracciolo, a capo dei quali vi era Giovanni Andrea, colui che acquistò anche il maniero di Scalea, trasformandolo nella più importante piazzaforte del golfo di Policastro. In seguito San Nicola passò, per successione femminile, alla famiglia Spinelli, il cui capostipite Giovan Battista fu duca di Castrovillari e Cariati.

La famiglia Spinelli dal 1566 detenne San Nicola come principato, fino all’eversione della feudalità, decretata dai francesi nel 1806.

Nel XVIII secolo il principe Scordia Pietro Lanza Branciforte, avendo sposato Eleonora, ultima erede degli Spinelli di Scalea, divenne principe di tutto il feudo e alla contrada Dino fece costruire come sua residenza estiva il grande palazzo che si erge ancora maestoso ed è visibile dalla strada.

L’autonomia amministrativa si raggiunse nel 1912, quando San Nicola Arcella divenne Comune autonomo, grazie all’intercessione di Alessandro Siciliano, economista, relatore di tre processi di valorizzazione del caffè, filantropo, fondatore di molti istituti di beneficenza e istitutore di una prima pensione sociale per i poveri. Grazie a Siciliano San Nicola Arcella abbandonò definitivamente lo status di casale sottoposto alla giurisdizione di Scalea, divenendo Comune, il cui primo sindaco eletto fu Michele Tenuta.

La storia contemporanea di San Nicola Arcella si lega strettamente alla personalità e alle vicende dei suoi abitanti. Sicuramente tra i personaggi più determinanti per la storia di San Nicola vi è Crawford, scrittore statunitense che intorno alla fine dell’Ottocento pose la propria dimora presso la torre di guardia, dove ambientò alcuni suoi racconti, offrendo testimonianza della vita del piccolo borgo marinaro. Tra i personaggi di rilievo legati a San Nicola Arcella, nell’abito del Novecento, si ricordano Amedeo e Antonio Barletta, cavalieri del lavoro espatriati in America Latina, dove divennero importanti imprenditori, intorno al 1912. Al comune di San Nicola Arcella, nel 1932, hanno donato l’asilo infantile intitolato alla madre, Filomena Barletta.
 
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